CRITICAL TEXT

IL SOSTEGNO DELL’ARCHITETTURA SOSTENIBILE

“A Casa”, n°29, 2009

A reflection about sustainable architecture

Autore: Roberto Rota
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IL  SOSTEGNO DELL’ARCHITETTURA SOSTENIBILE

Il caso del distretto bio-culturale dell’Adda

La sostenibilità in architettura o in edilizia è solo una piccola parte di un insieme più grande di relazioni economiche, sociali e tecnico-organizzative che sta cambiando il volto dei nostri territori. Come si prepara la realtà bergamasca e delle province limitrofe a questo cambiamento di natura probabilmente epocale? Quali potenzialità offrono i nostri comuni, la nostra città, la nostra provincia, per lo sviluppo di processi eco-sostenibili? Per restituire dunque un quadro completo di ciò che significa sostenibilità nei nostri territori, parallelamente  ad un discorso tecnico sull’architettura, sui materiali e sui processi costruttivi, ci è parso dunque necessario ricostruire la trama delle situazioni che fanno da sfondo ai fenomeni architettonici etichettabili come bio-ecologici. Comincia dunque da questo numero di “A Casa” un’altra linea di ricerca, che affianca quella più specificatamente disciplinare, e che intende far emergere i vari progetti, i vari enti, le amministrazioni, le realtà del mondo imprenditoriale e le associazioni che costituiscono tanti momenti importanti del “fenomeno” sostenibilità. E’ una linea di ricerca dunque, a nostro avviso, ugualmente architettonica. Perché al giorno d’oggi ci sembra necessario pensare, descrivere e quindi progettare in maniera multi-settoriale, accostando tanti diversi tasselli affinché il mosaico di un architettura eco-compatibile possa finalmente assumere una fisionomia reale, tangibile, capace di modificare profondamente l’aspetto dell’ambiente in cui viviamo e al contempo fornire reali possibilità di sviluppo sociale ed economico. Ed è inoltre in questo modo – crediamo- che si riesce a fornire al lettore un vero e proprio servizio informativo. Unendo cioè le esperienze affini,  fornendo spunti, facendo insomma quella che in ambito di human project mamagement viene definita “networking activity”.  Le domande a cui ci piacerebbe fornire risposta sono tante  e attengono alla tematica delle potenzialità territoriali : Quali opportunità offre il territorio allo sviluppo sostenibile? Quali sono le realtà territoriali, ad esempio a vocazione turistica e naturalistica, in cui ci sarebbe grande bisogno di un approccio ecologico alle forme del costruire? Oppure ancora, quali sono gli enti e le azioni in corso che offrono dati, informazioni o addirittura possibilità lavorative a progettisti e tecnici di bio-edilizia?

Quali sono le imprese di costruzione più orientate alla bio edilizia? O ancora: quali associazioni possono mettersi a servizio delle amministrazioni per la creazione di progetti di sviluppo ecologico dentro cui, magari, definire le linee per un approccio eco-sostenibile ai lavori pubblici? Quali, fra questi progetti, stanno già animando la vita e le economie dei nostri comuni?

Cominciamo dunque con la descrizione di alcuni interessanti progetti portati avanti dal Distretto Bio-culturale dell’Adda, nato dall’ intenzione del Parco Adda Nord di costituire una nuova tipologia di distretto a forte localizzazione territoriale, nel quale le esigenze legate allo sviluppo di attività economiche vengono integrate nelle politiche di sviluppo sostenibile, attraverso la valorizzazione dei territori, delle comunità e delle capacità locali, cercando di coinvolgere sia il settore privato che il terzo settore. Siamo qui di fronte ad una vera “potenzialità” del nostro territorio, un vero e proprio “motore” di iniziative sulla sostenibilità…

Il Distretto si sviluppa fisicamente lungo il “corridoio bio-culturale” che collega il Distretto dei Laghi – l’area turistica della Lombardia più rinomata al mondo – alle aree metropolitane milanese e bergamasca, costellato di innumerevoli “momenti di architettura”, opere del patrimonio artistico ed architettonico molto spesso centro di altrettanti progetti di recupero, sviluppo o riqualificazione. L’intenzione del Parco è dunque

quella di sperimentare un modello di gestione e pianificazione territoriale che tuteli e valorizzi questi beni culturali, conservi la memoria della collettività, protegga le risorse naturali  e sviluppi un’economia locale sostenibile. Il Distretto connette il Parco Adda Nord con il PLIS del Basso Corso del fiume Brembo e l’alta isola bergamasca, espandendo l’area protetta per diminuire il carico di passaggi sulle rive del fiume, e al contempo promuove la fruizione del patrimonio culturale di assoluto interesse presente in queste aree favorendo la mobilità sostenibile e il turismo responsabile. Per fornire alcuni numeri, sono stati ben 14.000 i visitatori del Distretto nell’anno 2011, attratti dal villaggio operaio di Crespi Adda – patrimonio UNESCO, dalle centrali idroelettriche di inizio ‘900, dalle tracce della presenza di Leonardo da Vinci, dalle piste ciclabili o semplicemente dalla bellezza dei luoghi. L’Adda è diventata meta di un turismo di prossimità in uscita dalle vicine città per una giornata o un weekend fuori porta, così come di vacanze sostenibili anche per turisti stranieri.

Per raggiungere questi risultati il Distretto ha valorizzato le emergenze culturali presenti nel suo territorio, anche attraverso azioni di recupero e restauro di beni architettonici, ha mappato tutta la sentieristica ciclo-pedonale con strumentazione GPS, si è dotato di infrastrutture e servizi a carattere turistico-ricettivo, compatibili con le aree naturali che preserva, e ha attivato un sistema di gestione, informazione, vendita e prenotazione che si è raccolto sotto il nome di Visitadda.com.  Siamo di fronte ad un caso modello, da cui possono prendere le misure tutte quelle amministrazioni  interessate alla promozione del proprio patrimonio naturalistico-culturale. Ma siamo di fronte anche ad un vero e proprio servizio per il cittadino, che tutto l’anno, tramite un call center di informazione e prenotazione dei servizi, può fruire delle innumerevoli offerte. Ad esempio da aprile a ottobre in 4 InfoPoint dislocati nei punti più rilevanti del territorio del Distretto è possibile noleggiare biciclette oppure le cosiddette “ audioguide teatralizzate”, uno strumento che permette la fruizione e l’interpretazione del patrimonio in piena autonomia, che usa il teatro per stupire il turista lasciandolo libero di immaginare, fra paesaggi sonori, voci e racconti, come poteva essere il luogo visitato. Un posto fra tutti: il sistema abitativo,produttivo e sociale di Crespi d’Adda.